La cosa più meravigliosa del mondo

Per raccontare ma soprattutto incuriosire i bambini ed i ragazzi che frequentano la nostra fattoria didattica, solitamente vado alla ricerca di libri vecchi e nuovi da cui trarre spunti, idee e curiosità per allietare anche il momento di “teoria” che usualmente svolgiamo nel corso dell’attività didattica.

 

Innanzi tutto questo momento teorico viene spesso introdotto da motivi musicali dedicati alla natura: dal Valzer dei Fiori, alle stagioni di Vivaldi alla musica ritmata da accompagnare con il suono delle “zucche secche”.

Rovistando nelle vecchie cantine di famiglia e visitando vari mercatini di antiquariato si trovano vecchi oggetti ed attrezzi che usavano tanto tempo fa i contadini: ad esempio una vecchia “quarta misura” in legno e ferro per olive, oppure vecchie bilance per pesare le patate e la verdura, vecchi calibri di ferro che si usavano per controllare la dimensione dei frutti del chinotto, strani cesti in legno, forche di “bagolaro”... e cosi via : sono golosissima e gelosissima di questi attrezzi che naturalmente presento ai ragazzi come se fossero delle preziosissime gemme.

Tra tutte queste cose non mancano i libri, i vecchi libri... quello è un vero tesoro! I libri sono storia, verità, conoscenza, curiosità, divertimento, risate, modi di dire, proverbi, poesie... Molte volte leggo alcuni brani tratti dai libri che ho a disposizione nella nostra piccola “Biblioteca Fiorita” nella serra degli agrumi che a volte diventa “Biblioteca ambulante fiorita” all’oasi sul torrente Neva.

Un libro molto particolare, datato 1955, trovato dai miei amici Gerry e Diego Delfino titolari dell’antica libreria antiquaria “Scripta manent”, intitolato “Storie e Leggende di piante” inizia con l’affermazione di un vecchio vivaista e botanico dell’800 che mi ha particolarmente colpito e che condivido perfettamente: la cosa più meravigliosa del mondo è “la foglia” anzi per essere più precisi “la foglia di una pianta in via di accrescimento.

”La foglia di una pianta è il laboratorio chimico, o meglio, la fabbrica che produce la sostanza vivente. Sono infatti le piante che rendono vivente o come si dice in linguaggio scientifico, rendono organici gli elementi che terra ed aria mettono a sua disposizione: ossigeno, azoto, carbonio, idrogeno; proprio come le fabbriche o i laboratori, la foglia, per creare il suo prodotto, deve disporre di materie prime, che in questo caso sono: aria, acqua, sole e terreno”.

Con le foglie si possono fare tantissime cose, e ogni foglia racchiude preziose e incredibili sostanze che possono essere utilissime all’uomo. Come ogni pianta anche ogni foglia ha uno scopo ben preciso.

Nel “Giardino delle vecchie signore”, divertentissimo libro suggeritomi dalla mia amica Simonetta autrice del blog Aboutgarden, viene raccontato che l’uso delle foglie di ogni tipo di pianta servivano per i più svariati scopi, usate fresche o secche e anche in magiche miscele: “per proteggere il giardino, per un cuore allegro, per l’amore, per certa gente, per la casa“.

Quanti tipi ci sono di foglie e alcune forme sono proprio strane. Pensando alla foglia del Lioridendro tulipifera, a quella del Gingko biloba, a quelle degli Aceri, delle Querce…. Sono veramente fantastiche, senza poi parlar del colore: un trionfo di gradazioni di verde nelle stagioni calde e gradazioni di giallo, arancio e rosso nell’autunno.

Tra i laboratori didattici che proponiamo c’è anche quello dell’erbario... raccogliere le foglie, classificarle, pressarle e infine sistemarle in un quaderno con descritte tutte le caratteristiche della relativa pianta. Si possono fare anche dei fantastici quadretti con le foglie pressate che magari col passare degli anni ci riportano con il ricordo al luogo dove le avevamo raccolte.

E il profumo delle foglie?  Le foglie degli agrumi che ricordano  freschezza, del pesco che ricorda le calde giornate estive, del falso pepe che ricorda esotiche spezie, delle piante aromatiche, menta, timo, maggiorana, salvia, rosmarino, alloro... Ogni volta che le annuso mi viene voglia di cucinare!

foglia stranaUn mio carissimo e stimatissimo amico, Libereso Guglielmi, famoso botanico che molto spesso viene in vivaio a trovarci e con il quale abbiamo realizzato diversi incontri nelle varie fiere di settore, alcuni anni fa mi ha accompagnato in una mangereccia “passeggiata nel bosco” a Garessio. Quante foglie mi ha fatto mangiare quel giorno! Fantastico scoprire tutte le curiosità sulle foglie del bosco. Ma solo con un grande esperto di erbe come lui si può fare una esperienza del genere.

Facciamo quindi uso consapevole delle foglie di ogni pianta sia usate fresche, secche, distillate, ma usiamole anche per ornamento, dalla piccola aromatica, alle utilissime foglie dell’orto, dalle foglie delle grandi e maestose piante alle foglie delle palme che ci danno ombra nelle assolate giornate estive.

Se durante una passeggiata trovate qualche curiosa e strana foglia, con forma particolare, fotografatela o disegnatela e mandate una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.